Soliloqui



Untitled

Cantiere aperto tra le nuvole.









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klammer

Vorrei spendere ancora qualche parola in merito alla vicenda di Paola ed a seguito di tutte le reazioni che ha scatenato questa vicenda. Per le illazioni lette, i giudizi di chi non sa e di chi non era a conoscenza delle cose per come sono veramente andate.

Ciascuno di noi agisce come meglio crede. Non sta a me giudicare se l’azione di Paola sia stata quella giusta oppure sbagliata nei modi, nella forma. Un amico non giudica, rispetta le scelte dell’altro anche quando non le condivide appieno.
Motivo del mio perseverare nel supporto e sostegno a Paola in pubblica e del mio agire diversamente e direttamente con lei in privato. In privato. Che tale doveva restare. Molti, anche coloro che si sono dichiarati amici, hanno fatto invece l’esatto opposto. Vuoi per viltà, per non rovinare la loro immagine pubblica, per interesse, per non essere sputtanati nel loro lavoro. Posso capirlo. Sparare sulla croce rossa é però sin troppo facile. Così come giudicare cose che non si conoscono appieno.

Paola è una donna intelligente e che stimo. Per la quale nutro affetto. E della quale NON discuto le capacità, così come non dubito ne ho mai dubitato della sua lucidità mentale. Lei si è sentita di agire in questo modo. Lo ha fatto scientemente e di sua spontanea volontà. Era perfettamente consapevole del fatto che, agendo così, si sarebbe giocata non solo il posto di lavoro ma anche l’immagine, la credibilità, la possibilità di trovarsi altre possibilità in questo settore. Si è bruciata. Ma ha portato avanti comunque la sua battaglia di protesta. Per una questione di principio. Credo che a lei si debba il merito di aver dato visibilità e riportato in luce una problematica come quella del precariato, tema caro a tutti ma di cui nessuno più parlava. Si preferiva continuare a tacere e subire, vuoi per necessità, vuoi per immagine, vuoi per avere comunque la garanzia di trovarsi una busta paga garantita, la pagnotta, almeno nel breve termine.

Io non l’ho mai incoraggiata a proseguire su questa linea, come si potrebbe pensare. Ha ottenuto visibilità ed attenzione, tutta la rete ed alcune testate giornalistiche hanno parlato di lei ma, soprattutto, si è tornati a parlare del precariato. Tema che pare sarà presentato anche in Parlamento, a breve. Per questo in questi giorni, nei quali in parte ha ottenuto il suo scopo, non ho fatto che tentare di dissuaderla, pregarla di tornare a mangiare (anzi, se proprio volete saperlo le ho sempre chiesto francamente e sin dall’inizio di fottersene dei principi e della causa e di farlo - che non doveva sacrificarsi lei ne doveva mettere a repentaglio la sua salute per tutti gli altri). Ma lei è fatta così, uno scricciolo testardo, con forti principi e valori. Tenace come non avete idea. Ed è per questo motivo che non ho mai smesso di supportarla ed ho continuato pubblicamente a sostenerla. Senza mai voltarle le spalle, come invece molti hanno fatto. Portando avanti la sua voce e la sua protesta, pubblicamente, come meglio potevo.


Rispetto la scelta di chi ha preferito non supportarla e non ha condiviso le sue scelte. Molto meno, chi ha giudicato e giudica facendo illazioni, supposizioni senza fondamento e sentenziando senza essere a conoscenza di molti fatti ed in mancanza di informazioni dettagliate e precise.

Come ripeto, non sta a me giudicare gli altri. Siamo tutti liberi di pensarla in modo diverso. Ma per come son fatta io (se ci credo ovviamente - e se la persona è a maggior ragione un’amica a cui tengo), restare a guardare dalla finestra in attesa di sviluppi non mi piace. Preferisco prendere una posizione. Anche se per questo dovessi sedermi sul carro dalla parte del torto ed essere a mia volta giudicata per aver preso una posizione così netta.

Esiste un piano umano. Che prescinde da quello pubblico.

Lo sciacallaggio e le illazioni che sono state fatte in rete, però, mi hanno disgustata. Molte sono le cose che ho preferito NON dire, limitandomi a prendere una posizione chiara nel supportare Paola in pubblica, ed agendo con coscienza, sensatezza e molta determinazione in privato, direttamente con lei.

Oggi ho letto la bella novità, che già conoscevo direttamente da lei, in rete, nel suo blog. Paola ha sospeso lo sciopero della fame.

E quindi grazie, Paoletta. Grazie per aver dato ascolto anche alla nostra voce. Per aver ricambiato quella fiducia che ti abbiamo dato. Per aver dato peso anche alle nostre parole, ascoltando quella “non” promessa che noi due ci siamo fatte. Ed aver poi mantenuto la parola.

Grazie…

04:56 pm, by indomabile Comments




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